di Nicolino Sapio Mostra fotografica a cura di MossoPiceno Presso Palazzo Parissi, Monteprandone
“Se avvicini la tua mano alla superficie del lago, puoi avvertire le vibrazioni e raccontare una storia antica di migliaia di anni.”
Il Lago Vittoria, chiamato dai Baganda “madre degli spiriti custodi”, è dimora del leggendario Mukasa: dio della prosperità, custode del raccolto, segno di fertilità e salute. Oggi però, quel dio è spettatore impotente. Testimone dolente di un mondo che sprofonda sotto miliardi di tonnellate di rifiuti, plastica e scorie.
In Africa, milioni di persone vivono accanto all’immondizia. Le discariche si trasformano in biosistemi complessi, spazi sconfinati dove la plastica pesa sulle spalle di ogni esistenza. Dove gli scarti diventano anche risorsa, occasione di sopravvivenza, talvolta persino di riscatto. Un ciclo fragile, fatto di sfruttamento e dolore, ma anche di resilienza e possibilità.
Il lavoro di Nicolino Sapio dà voce a queste contraddizioni. Racconta la negazione, ma anche la speranza che germoglia nel silenzio. Una chiamata a superare l’indifferenza e a credere che il cambiamento sia possibile: se cuore e volontà si uniscono in una nuova alba.
Per noi di Fine Art è stato un privilegio curare e stampare questa mostra per Nicolino e la sua associazione New Born. Un progetto che usa la fotografia come strumento di denuncia e di futuro.
Grazie a MossoPiceno per aver reso possibile questo incontro. La fotografia serve ancora, quando ha il coraggio di guardare in profondità.